Mag 22 2019

Un Europa che non lasci indietro i più deboli.

Category: Uncategorizedadmin @ 21:47

Sei da sempre impegnata per diritti sociali e progetti umanitari. Mi ha colpito molto questa frase che racchiude i valori che volete portare in Europa:

“L’EUROPA CHE VOGLIAMO E’ IL LUOGO CHE NON LASCIA INDIETRO I PIU’ DEBOLI”

Questa Europa cosa deve cambiare per ritrovare l’umanità e creare unità tra i vari paesi?

Noi dobbiamo essere in sinergia con l’Europa, l’importanza dell’unione tra i paesi permette di crescere tutti insieme e cooperare. Molti paesi si dimostrano molto più avanti di noi sui diritti per i disabili, grazie a delle normative approvate dalla Convenzione Onu delle Nazioni Unite che dalla Comunità Europea. In Italia non viene ancora rettificata la normativa contro la violenza sulle donne con disabilità. Noi come partito popolare vogliamo creare leggi per tutelare i più deboli che siano uguali e rispettate in tutti paesi della comunità europea.

Raccontaci un po’ di te, cosa ti ha spinto ad accettare questa sfida?

Dedicarmi al prossimo fa parte di me dei miei valori umani e cristiani; la mia prima esperienza è stata come scout volontaria poi come volontaria a Lourdes. Un cammino che prosegue tutt’ora. Ho accettato la sfida per le tante battaglie che combatto sui diritti per i disabili. L’inclusione e l’integrazione sono dei passi importanti… ma i diritti non vengono applicati, per questo c’è bisogno di un’ulteriore  spinta dell’Europa per fa sì che anche in Italia vengano applicate le normative sui diritti.

Abbiamo letto troppi casi di violenza domestica ai danni di donne e minori a causa dell’abbandono sociale e dell’assenza dei servizi sociali. Le campagne di sensibilizzazione contro ogni forma di violenza non bastano se non arrivano nei luoghi dove si registra maggior disagio. I vostri progetti contro la violenza domestica e minori?

Noi vogliamo che i Fondi Europei vengano utilizzati anziché rimandarli indietro. Con progetti adeguati, possiamo attraverso questi fondi fare rete e creare servizi di controllo laddove si registrano percentuali maggiori di violenze domestiche e non vengono denunciate. Perché chi subisce tali violenze non si sente tutelato ed ha paura di trovarsi abbandonato. Per questo è importante far applicare le leggi, creare controllo all’interno delle mura domestiche da parte delle istituzioni e una rete di solidarietà concreta per le vittime, nonché creare prevenzione attraverso campagne di educazione sentimentale.

Viviamo in un periodo storico dove la disuguaglianza sociale ed economica sta creando una guerra tra i vari ceti sociali?

Il nostro partito popolare italiano è per l’uguaglianza e i pari diritti sociali.  Noi mettiamo al centro di tutto la persona. Ciò è già sancito dall’art. 1 della Dichiarazione Universale dei diritti umani: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti…….”

Quando si parla d’integrazione veniamo bombardati spesso di notizie disinformative, si genera panico si alimenta una paura immotivata nei confronti di altri esseri umani. Sull’integrazione c’è bisogno di un progetto concreto, le vostre proposte in merito?

C’è bisogno sia d’integrazione che inclusione, l’una non è possibile senza l’altra. Mi ricollego alla risposta precedente bisogna mettere al centro la persona. Poter ricevere una adeguata istruzione, un lavoro, assistenza sanitaria, insomma bisogna garantire una vita dignitosa a tutti.

È favorevole alle adozioni?

Sì, anche da parte di genitori single. I bambini hanno diritto ad avere il calore e l’amore di una famiglia, bisognerebbe snellire i tempi burocratici e rivedere i parametri reddituali, garantendo sempre il benessere del minore.

Sulle famiglie arcobaleno?

Noi pensiamo che tutti vanno accolti, l’accoglienza aperta a tutti senza discriminazioni. Siamo un partito che non discrimina nessuno, ognuno ha una coscienza e ognuno decide di fare quello che vuole.

C’è tanto da lavorare anche contro le barriere architettoniche, su questa problematica, l’Europa ha stanziato fondi ma siamo ancora indietro dal rendere vivibile e funzionale molti paesi. Cos’altro si può fare oltre a stanziare fondi per poter coinvolgere più comuni ad abbattere le barriere architettoniche?

Bisogna partire dalla base del problema, c’è una mancanza culturale sulla disabilità. Occorre  prendere coscienza di cosa essa significa e mettersi nei panni degli altri. Ci vuole progettazione e controllo.. Usare i fondi stanziati per garantire e tutelare la libertà di movimento e  accessibilità a tutti. Garantire l’abbattimento delle barriere architettoniche esistenti e in fase di progettazione di nuove strutture assicurarsi che si tenga conto della normativa vigente  a riguardo. Ciò è possibile se si abbattono le barriere culturali.

Cosa ne pensa dello spreco alimentare?

Bisogna iniziare nelle scuole e dalle famiglie. Serve educazione alimentare contro lo spreco per risolvere questo problema gradualmente.

I TEMI DI MAGGIORE IMPORTANZA

Abbiamo selezionato delle tematiche in modo da far conoscere sia il suo pensiero sull’argomento sia i progetti che porterete in Europa.Se dico:

Franca Rosaria Esposito

Istruzione scolastica?

Tra i nostri progetti c’è l’abbattimento delle barriere architettoniche in tutti gli edifici scolastici. Garantire a tutti il diritto allo studio e  strumenti adeguati per gli alunni affetti da patologie e disabilita.

Lavoro?

Le persone con disabilità devono avere le stesse opportunità di inserimento lavorativo. In questo la nuova regolamentazione inserisce oltre la sanzione già in vigore, l’impossibilità da parte dall’azienda di ricevere certificazione dei carichi pendenti. L’Italia deve allinearsi al modello europeo e l’Europa deve aiutare l’Italia a mettersi al passo.

Servizi sociali?

Devono vivere il territorio, programmazione, progettazione, servizi per tutti. Sostegno alle donne che subiscono violenza, dare un supporto anche economico e abitazioni protette.

Giustizia?

I processi devono essere più veloci, bisogna trovare il modo di arrivare a sentenze in tempi brevi.

Bullismo e Cyberbullismo?

Il bullismo nasce dentro casa è li che bisogna intervenire. Nel contesto familiare.

Cosa l’ha colpita di più in queste settimane delle persone che ha incontrato?

La grande partecipazione, sono stati grandi momenti di aggregazione in cui mi hanno raccontato tanto di loro e delle problematiche dei territori. Mi ha colpito il bisogno che la gente ha di essere ascoltata ,le persone vogliono avere un dialogo diretto con le istituzioni, vogliono avere la possibilità di esprimere i loro bisogni. E’ stata un’ esperienza che ha alimentato la mia speranza e il desiderio di fare questo cammino verso l’Europa per dar voce a chi ho incontrato in questo percorso.

Può spiegare agli elettori l’importanza dell’elezioni europee?

Dobbiamo avere uno sguardo verso l’Europa, conformarci insieme agli altri paesi e stare insieme costruire un Europa unita.

Le lascio lo spazio libero per poter rivolgersi agli elettori sul perché devono votarla per rappresentarli in Europa

Perché spero di poter portare avanti i  diritti delle persone invisibili, di chi ha bisogno di una voce.